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Disclaimer:
Questo blog non rappresenta una testata giornalistica
in quanto lo aggiorno quando cazzo mi pare.
Non può pertanto considerarsi un prodotto editoriale
ai sensi della legge n.62 del 7.03.2001.
Se avete inserito il vostro nome in un motore di ricerca
e da lì siete arrivati qui e avete visto che si parla di voi e
vi sentite offesi da quel che leggete, non prendetevela.
Fate dapprima un esame di coscienza e in tutta onestà,
cercare di ricordarvi se m'avete fatto incazzare/soffrire,
o più semplicemente se avete cercato di rovinarmi la vita.
Sarebbero già ottime motivazioni per desiderare
di vedervi agonizzare in una pozza di sangue.
L'Autore dichiara di non essere responsabile
per i commenti inseriti nei post.
Eventuali commenti dei lettori,
lesivi dell'immagine o  dell'onorabilità
di persone terze non sono da attribuirsi
all'Autore, nemmeno se il commento
viene espresso in forma anonima
o criptata.
 
In ultimo, per qualsiasi protesta, scrivetemi pure una mail.
Sarò felice di mandarvi a cagare!

6 giugno 2008
E' così che mi sento.


Certe cose si vede che non cambiano mai.



permalink | inviato da =Arwen= il 6/6/2008 alle 1:25 | Leggi i commenti e commenta questo postcommenti (10) | Versione per la stampa
2 giugno 2008
Passa il tempo...
 ...a volte il dolore mi annienta, e sebbene io sia consapevole che non ti rivedrò più, una parte di me vorrebbe restare aggrappata a te per sempre.
Verrà un tempo in cui sarò infine capace di lasciarti andare...?



permalink | inviato da =Arwen= il 2/6/2008 alle 10:7 | Leggi i commenti e commenta questo postcommenti (0) | Versione per la stampa
15 aprile 2008
Ti ricordi quei giorni?
...che poi è passato un mese e ancora ti mancano le parole. E ti rendi conto che ancora ti si riempiono gli occhi di lacrime quando ci pensi, o quando ne parli.
Quando infili la chiave nella toppa e ti aspetti di sentire il suo sbuffare impaziente dietro la porta.
Quando rientri dal lavoro stanca e incazzata e cerchi la sua testolina da grattare.
Quando di notte lo senti muoversi nella cuccia e spanciarsi, libero e padrone.
Quando di notte lo senti russare come un adulto.
Quando di notte gli dici "Buonanotte" e dopo mezz'ora "Porca miseria Max, smetti di russare!".
Quando esci e ti viene spontaneo dire "Fai il bravo".
Quando sei sola a casa e lo cerchi, perchè non lo senti.
Quando casa resta vuota per pranzo e pensi "Il cane deve mangiare".
Quando papà rientra di notte dal lavoro e lo senti che apre la porta per andare a salutarlo.
Quando suona il citofono e ti aspetti di sentirlo abbaiare.
Quando la mattina bevi il caffè e non salta più nessuno sul divano per prendersi le prime coccole della giornata.
Quando piangi e non ci sono i suoi occhi a dirti "Comunque sia, io sono qui".
Quando passi distratta su quel fottutissimo tappeto di bambù e lo senti che si sposta in fretta per non essere investito!
Quando la mattina non riesci più a stare sveglia nel letto ad oziare perchè poi pensi, pensi, pensi...
Quando c'è il sole e ti dici "Adesso porto il cane a fare una bella passeggiata".
Quando ti capita di vedere dell'acqua per terra e pensi che il cane ha fatto pipì e ti affretti per pulire sennò chi la sente mamma...
Eppure hai smesso di parlarne. E' passato un mese e non ne parli più. Hai iniziato a tenerti tutto pericolosamente dentro.
Perchè ti senti una cagacazzi depressa, monotematica e ripetitiva. E quando ti viene da piangere ti eclissi e vai in camera, così nessuno ti vede. Ti sei mostrata vulnerabile troppo a lungo, per troppo tempo. Anche adesso che ti devi fermare perchè i singhiozzi ti scuotono le spalle e fai troppo rumore. Non così forte, tuo fratello potrebbe sentirti e ti devi coprire la bocca.
Adesso agli occhi degli altri è come se fosse tutto passato, perchè la vita va avanti, sempre e comunque. Eppure tu continui a pensarci, perchè il vuoto che ha lasciato è incolmabile e mai avresti pensato che il dolore sarebbe stato così grande, così uguale a quello già provato. O forse maggiore.
Perchè hai perso il fratello, il compagno di giochi, il figlio, l'unica compagnia in casa.
L'amico di una vita.
La storia d'amore più lunga.
E ti manca. E il senso di mancanza è così forte e opprimente che quasi ti toglie il fiato.
E il dolore...quel dolore che ti strazia il cuore.
E vorresti smettere di pensare. Di ricordare.
Per non soffrire più.
Per non sentire più così forte la sua mancanza.



permalink | inviato da =Arwen= il 15/4/2008 alle 20:14 | Leggi i commenti e commenta questo postcommenti (1) | Versione per la stampa
17 marzo 2008
[...]
Max se n'è andato in un sabato pomeriggio di Marzo. Il 15 Marzo. Il calendario dice che ancora non è primavera, ma il sole è caldo e il cielo è terso. In realtà, -dentro- è il gelo. Io sono il gelo.
Il vuoto che sta lasciando è spaventosamente incolmabile. Fa strano non doversi prendere più cura di lui, non doverlo più spazzolare o portarlo a fare pipì... 
Mi sento malissimo. Ogni volta che me ne rendo conto mi manca il fiato per quanto fa male. Se non fosse per Anto starei peggio di come sto...vorrei poter smettere di piangere, ma non riesco a rassegnarmi...a farmene una ragione.
Sento ancora la sua presenza in giro per la casa. Sento il suo respiro la notte, il suo russare leggero. Sento le sue zampettine sul tappeto di bambù in corridoio. Mi aspetto che apra la porta della mia camera col suo musetto curioso. Lui odiava le porte chiuse. La mattina mi manca accarezzargli la testa mentre bevo il mio caffè o vederlo rotolarsi sul tappeto in camera mia, contento per la passeggiata appena fatta.
Max se n'è andato e non ha avuto nemmeno la forza di aspettarmi. Il suo cuoricino stanco ha semplicemente deciso che non ce la faceva più a resistere e a combattere.
Da parte mia, ho fatto il possibile per salvarlo, per regalargli ancora sole, ancora grattini sulla testa e sulla pancia, ancora vita, ancora amore.
Ma non potrò mai perdonarmi di avergli fatto passare gli ultimi giorni della sua vita in una gabbietta. "Ma cercavi di salvarlo, era necessario" mi dicono. E' vero, ma io non potrò mai perdonarmelo. Ha cercato di farmelo capire in tutti i modi che non voleva stare lì ricoverato, ma io testarda ed egoista volevo salvarlo. Non ce l'ho fatta, e non ce l'ha fatta nemmeno lui. Si è sentito abbandonato e ha smesso di combattere? Io glielo dicevo che lo stavo facendo solo per il suo bene...io glielo dicevo...
Si è lasciato andare, ha seguito quella luce che io tante volte, scherzosamente, gli dicevo di non seguire. Si è addormentato dolcemente, senza soffrire. Noi lo chiamiamo coma.
La telefonata del veterinario. Da come ha detto "Tiziana" ho capito. Gesù, no. Non è possibile.
L'ha messo sotto ossigeno per regalarmi un momento in più con lui. Ancora un momento Max, non te ne andare. Aspetta.
Ma lui aveva gli occhi chiusi e respirava piano, aiutato dall'ossigeno. Chissà se mi sentiva ancora.
Io non sono riuscita a dirgli niente. Gli ho grattato la pancia, perchè a lui piaceva così.
Poi gli ho preso la testolina fra le mani e l'ho baciato, bagnandolo di lacrime.
Regalandogli un sonno senza sogni.
Ciao Max. Ti amerò sempre.








permalink | inviato da =Arwen= il 17/3/2008 alle 2:14 | Leggi i commenti e commenta questo postcommenti (4) | Versione per la stampa
9 gennaio 2008
Primarie nel New Hampshire
C'è da dire che seguo la politica americana di rimbalzo, attraverso il blog del mio compagno e attraverso quello che sento in giro. Non ho una mia preferenza vera e propria [tranne che per certi candidati libertarian...] ma mi viene da fare un unico commento leggendo questo:

"Ieri Hillary Clinton era fuori dai seggi già alle sei del mattino insieme alla figlia Chelsea e serviva caffè agli elettori e ai supporter che hanno continuato a fare propaganda anche nel giorno del voto (negli Stati Uniti è permesso). In New Hampshire il 15 per cento dei cittadini ha deciso solo all'ultimo momento a chi dare la preferenza e su questi ha lavorato l'organizzazione della Clinton che ha messo in campo 6000 volontari e 300 autisti che hanno portato i cittadini a votare. Bill Clinton si era dedicato invece ad attaccare Obama sostenendo che le sue parole "sembrano uscite da un libro di fiabe per bambini".

Bella merda.

[Nemmeno alle elezioni universitarie si arriva a tanto.]



permalink | inviato da =Arwen= il 9/1/2008 alle 8:40 | Leggi i commenti e commenta questo postcommenti (3) | Versione per la stampa
24 dicembre 2007
Buon Natale...
In pochi sanno che il natale del lontano 1998 in un teatro della mia città si esibiva il coro gospel di cui facevo parte. Quello del conservatorio, per intenderci. Augurai a tutti buon natale con la famosa Happy Day. C'era mia nonna, c'era Raffaele, c'erano persone che non ci sono più o che, per un motivo o per un altro, non vedo più. E per la prima [e unica] volta, dopo tanti anni di studio, vidi mia madre piangere mentre cantavo. Non avevo detto a nessuno che la voce solista di quel pezzo ero io, doveva essere una sorpresa per tutti. Non potevo sapere che dopo un mese circa, una forte tonsillite mi avrebbe portato ad un collasso delle corde vocali, costringendomi a pesanti cure antibiotiche. Ragazzi che shock alzarsi una mattina e non riuscire più a parlare! La mia voce era tutto! Non ho più potuto cantare come allora, avevo perso limpidezza e tonalità.
Non ho mai detto a nessuno che quella fu l'ultima volta che cantai. Come non ho mai detto a nessuno che questa canzone mi spezza inevitabilmente il cuore. Eppure ogni volta mi incanto a sentirla, perchè rivedo e risento la Tiziana di dieci anni fa.
Ecco, questo è il mio personale modo di augurarvi Buon Natale.



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permalink | inviato da =Arwen= il 24/12/2007 alle 8:54 | Leggi i commenti e commenta questo postcommenti (1) | Versione per la stampa
15 dicembre 2007
Poesia, poesia...lascia che sia...
 ...e poi ti svegli e c'è la neve. Ma non quella che cade e non si posa, come accade spesso in questa città di mare. Cade e si posa, ed è tutto bianco. E mentre sei ancora a letto tiri porconi indescrivibili, perchè tua madre ti vuole tirare giù dal letto per farti vedere la neve. E ti senti combattuta, vuoi restare sotto le coperte, dormire ancora un pò, ma al tempo stesso vuoi correre alla finestra e guardare la neve che scende. Morbida. Serena. Così disperatamente bianca.
E ti senti fra due fuochi, perchè la bambina che c'è in te è felice di questo spettacolo così eccizionalmente raro, e ti tornano in mente, con estrema malinconia, your mountains, e pensi a quanto sarebbero straordinariamente belle così innevate. E poi c'è la donna. Quella che pensa "ma come cazzo faccio ad andare a lavorare oggi?" e che pensa "ma come cazzo lo vedo Anto stasera?".
Intanto corri sul balcone, e scivoli [poteva non capitarmi?!], e porti dentro casa Astolfo Il Bonsai, per non fargli sentire tutto quel freddo. Quel bonsai, rappresentazione dall'amore che chi ami prova per te, così piccolo e indifeso, da curare e crescere come un bambino. Per vederlo diventare forte sotto i tuoi occhi. Proprio come quell'amore.
E pensi "Che beffa, ci voleva la neve per farmi tornare la poesia e l'ispirazione per un nuovo post."

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permalink | inviato da =Arwen= il 15/12/2007 alle 9:41 | Leggi i commenti e commenta questo postcommenti (2) | Versione per la stampa
10 dicembre 2007
A volte ritornano...

"Per tutta la vita ho concepito l'amore come una sorta di schiavitù accettata. È una menzogna: la libertà esiste solo quando è presente l'amore. Chi si abbandona totalmente, chi si sente libero ama al grado estremo. E chi ama al grado estremo, si sente libero..."

                                                             - Paulo Coelho-
                                                              "Undici Minuti"

Ti Amo.




permalink | inviato da =Arwen= il 10/12/2007 alle 0:44 | Leggi i commenti e commenta questo postcommenti (0) | Versione per la stampa
5 novembre 2007
= Attimi =

 "Ho collezionato esperienze da giganti
Ho collezionato figuracce e figuranti
Ho passato tanti anni in una gabbia d' oro
Si forse bellissimo, ma sempre in gabbia ero

ora dipenderò sempre dalla tua allegria
Che dipenderà sempre solo dalla mia

Che parlerà di te
E parlerà di te
È solo che…
Che quando non ritorni ed è già tardi e fuori è buio
Non c'è una soluzione questa casa sa di te
E ascolterò i tuoi passi e ad ogni passo starò meglio
E ad ogni sguardo esterno perdo l'interesse
e tanto ti amo
che per quegli occhi dolci posso solo stare male
e quelle labbra prenderle e poi baciarle al sole
perché so quanto fa male la mancanza di un sorriso
quando allontanandoci sparisce dal tuo viso
e fa paura
tanta paura
paura di star bene
di scegliere e sbagliare
ma ciò che mi fa stare bene ora sei tu amore
e fuori è buio
ma ci sei tu amore

e fuori è buio..."




permalink | inviato da =Arwen= il 5/11/2007 alle 2:14 | Leggi i commenti e commenta questo postcommenti (8) | Versione per la stampa
14 ottobre 2007
...Sehnsucht

...che appena infili la chiave nella serratura del portone inizi a correre, così potrai mettere un'altra X sul calendario. A segnare un giorno in più che è andato via, un giorno in meno che ti separa da lui. Anche se la serata è stata piacevolissima, con amici che ti danno la certezza di esserci, di essere lì a farti ridere e a non farti pensare al senso di mancanza con cui piano piano si inizia a convivere. E anche se non hai sonno ti infili a letto per poter chiudere gli occhi e abbracciare la sua maglietta. 
- Quanto è violenta la memoria olfattiva? -
Inspirare profondamente e catturarne l'odore, così rassicurante da farti credere che lui è proprio lì con te.

Continuo a dirmi che domani sarà un giorno migliore. E invece i giorni - le ore - passano solo più lentamente e niente è migliore. Diomio...mi sembra passato un anno e invece sono passati solo cinque fottutissimi giorni.





permalink | inviato da =Arwen= il 14/10/2007 alle 0:51 | Leggi i commenti e commenta questo postcommenti (4) | Versione per la stampa
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