2 giugno 2008
Passa il tempo...
...a volte il dolore mi annienta, e sebbene io sia consapevole che non ti rivedrò più, una parte di me vorrebbe restare aggrappata a te per sempre.
Verrà un tempo in cui sarò infine capace di lasciarti andare...?
15 aprile 2008
Ti ricordi quei giorni?
...che poi è passato un mese e ancora ti mancano le parole. E ti rendi conto che ancora ti si riempiono gli occhi di lacrime quando ci pensi, o quando ne parli.
Quando infili la chiave nella toppa e ti aspetti di sentire il suo sbuffare impaziente dietro la porta.
Quando rientri dal lavoro stanca e incazzata e cerchi la sua testolina da grattare.
Quando di notte lo senti muoversi nella cuccia e spanciarsi, libero e padrone.
Quando di notte lo senti russare come un adulto.
Quando di notte gli dici "Buonanotte" e dopo mezz'ora "Porca miseria Max, smetti di russare!".
Quando esci e ti viene spontaneo dire "Fai il bravo".
Quando sei sola a casa e lo cerchi, perchè non lo senti.
Quando casa resta vuota per pranzo e pensi "Il cane deve mangiare".
Quando papà rientra di notte dal lavoro e lo senti che apre la porta per andare a salutarlo.
Quando suona il citofono e ti aspetti di sentirlo abbaiare.
Quando la mattina bevi il caffè e non salta più nessuno sul divano per prendersi le prime coccole della giornata.
Quando piangi e non ci sono i suoi occhi a dirti "Comunque sia, io sono qui".
Quando passi distratta su quel fottutissimo tappeto di bambù e lo senti che si sposta in fretta per non essere investito!
Quando la mattina non riesci più a stare sveglia nel letto ad oziare perchè poi pensi, pensi, pensi...
Quando c'è il sole e ti dici "Adesso porto il cane a fare una bella passeggiata".
Quando ti capita di vedere dell'acqua per terra e pensi che il cane ha fatto pipì e ti affretti per pulire sennò chi la sente mamma...
Eppure hai smesso di parlarne. E' passato un mese e non ne parli più. Hai iniziato a tenerti tutto pericolosamente dentro.
Perchè ti senti una cagacazzi depressa, monotematica e ripetitiva. E quando ti viene da piangere ti eclissi e vai in camera, così nessuno ti vede. Ti sei mostrata vulnerabile troppo a lungo, per troppo tempo. Anche adesso che ti devi fermare perchè i singhiozzi ti scuotono le spalle e fai troppo rumore. Non così forte, tuo fratello potrebbe sentirti e ti devi coprire la bocca.
Adesso agli occhi degli altri è come se fosse tutto passato, perchè la vita va avanti, sempre e comunque. Eppure tu continui a pensarci, perchè il vuoto che ha lasciato è incolmabile e mai avresti pensato che il dolore sarebbe stato così grande, così uguale a quello già provato. O forse maggiore.
Perchè hai perso il fratello, il compagno di giochi, il figlio, l'unica compagnia in casa.
L'amico di una vita.
La storia d'amore più lunga.
E ti manca. E il senso di mancanza è così forte e opprimente che quasi ti toglie il fiato.
E il dolore...quel dolore che ti strazia il cuore.
E vorresti smettere di pensare. Di ricordare.
Per non soffrire più.
Per non sentire più così forte la sua mancanza.
9 gennaio 2008
Primarie nel New Hampshire
C'è da dire che seguo la politica americana di rimbalzo, attraverso il blog del mio compagno e attraverso quello che sento in giro. Non ho una mia preferenza vera e propria [tranne che per certi candidati libertarian...] ma mi viene da fare un unico commento leggendo questo:
"Ieri Hillary Clinton era fuori dai seggi già alle sei del mattino insieme alla figlia Chelsea e serviva caffè agli elettori e ai supporter che hanno continuato a fare propaganda anche nel giorno del voto (negli Stati Uniti è permesso). In New Hampshire il 15 per cento dei cittadini ha deciso solo all'ultimo momento a chi dare la preferenza e su questi ha lavorato l'organizzazione della Clinton che ha messo in campo 6000 volontari e 300 autisti che hanno portato i cittadini a votare. Bill Clinton si era dedicato invece ad attaccare Obama sostenendo che le sue parole "sembrano uscite da un libro di fiabe per bambini".
Bella merda.
[Nemmeno alle elezioni universitarie si arriva a tanto.]
24 dicembre 2007
Buon Natale...
In pochi sanno che il natale del lontano 1998 in un teatro della mia città si esibiva il coro gospel di cui facevo parte. Quello del conservatorio, per intenderci. Augurai a tutti buon natale con la famosa Happy Day. C'era mia nonna, c'era Raffaele, c'erano persone che non ci sono più o che, per un motivo o per un altro, non vedo più. E per la prima [e unica] volta, dopo tanti anni di studio, vidi mia madre piangere mentre cantavo. Non avevo detto a nessuno che la voce solista di quel pezzo ero io, doveva essere una sorpresa per tutti. Non potevo sapere che dopo un mese circa, una forte tonsillite mi avrebbe portato ad un collasso delle corde vocali, costringendomi a pesanti cure antibiotiche. Ragazzi che shock alzarsi una mattina e non riuscire più a parlare! La mia voce era tutto! Non ho più potuto cantare come allora, avevo perso limpidezza e tonalità.
Non ho mai detto a nessuno che quella fu l'ultima volta che cantai. Come non ho mai detto a nessuno che questa canzone mi spezza inevitabilmente il cuore. Eppure ogni volta mi incanto a sentirla, perchè rivedo e risento la Tiziana di dieci anni fa.
Ecco, questo è il mio personale modo di augurarvi Buon Natale.
15 dicembre 2007
Poesia, poesia...lascia che sia...
...e poi ti svegli e c'è la neve. Ma non quella che cade e non si posa, come accade spesso in questa città di mare. Cade e si posa, ed è tutto bianco. E mentre sei ancora a letto tiri porconi indescrivibili, perchè tua madre ti vuole tirare giù dal letto per farti vedere la neve. E ti senti combattuta, vuoi restare sotto le coperte, dormire ancora un pò, ma al tempo stesso vuoi correre alla finestra e guardare la neve che scende. Morbida. Serena. Così disperatamente bianca.
E ti senti fra due fuochi, perchè la bambina che c'è in te è felice di questo spettacolo così eccizionalmente raro, e ti tornano in mente, con estrema malinconia, your mountains, e pensi a quanto sarebbero straordinariamente belle così innevate. E poi c'è la donna. Quella che pensa "ma come cazzo faccio ad andare a lavorare oggi?" e che pensa "ma come cazzo lo vedo Anto stasera?".
Intanto corri sul balcone, e scivoli [poteva non capitarmi?!], e porti dentro casa Astolfo Il Bonsai, per non fargli sentire tutto quel freddo. Quel bonsai, rappresentazione dall'amore che chi ami prova per te, così piccolo e indifeso, da curare e crescere come un bambino. Per vederlo diventare forte sotto i tuoi occhi. Proprio come quell'amore.
E pensi "Che beffa, ci voleva la neve per farmi tornare la poesia e l'ispirazione per un nuovo post."
10 dicembre 2007
A volte ritornano...
"Per tutta la vita ho concepito l'amore come una sorta di schiavitù accettata. È una menzogna: la libertà esiste solo quando è presente l'amore. Chi si abbandona totalmente, chi si sente libero ama al grado estremo. E chi ama al grado estremo, si sente libero..."
- Paulo Coelho-
"Undici Minuti"
Ti Amo.
5 novembre 2007
= Attimi =
"Ho collezionato esperienze da giganti
Ho collezionato figuracce e figuranti
Ho passato tanti anni in una gabbia d' oro
Si forse bellissimo, ma sempre in gabbia ero
ora dipenderò sempre dalla tua allegria
Che dipenderà sempre solo dalla mia
Che parlerà di te
E parlerà di te
È solo che…
Che quando non ritorni ed è già tardi e fuori è buio
Non c'è una soluzione questa casa sa di te
E ascolterò i tuoi passi e ad ogni passo starò meglio
E ad ogni sguardo esterno perdo l'interesse
e tanto ti amo
che per quegli occhi dolci posso solo stare male
e quelle labbra prenderle e poi baciarle al sole
perché so quanto fa male la mancanza di un sorriso
quando allontanandoci sparisce dal tuo viso
e fa paura
tanta paura
paura di star bene
di scegliere e sbagliare
ma ciò che mi fa stare bene ora sei tu amore
e fuori è buio
ma ci sei tu amore
e fuori è buio..."
14 ottobre 2007
...Sehnsucht
...che appena infili la chiave nella serratura del portone inizi a correre, così potrai mettere un'altra X sul calendario. A segnare un giorno in più che è andato via, un giorno in meno che ti separa da lui. Anche se la serata è stata piacevolissima, con amici che ti danno la certezza di esserci, di essere lì a farti ridere e a non farti pensare al senso di mancanza con cui piano piano si inizia a convivere. E anche se non hai sonno ti infili a letto per poter chiudere gli occhi e abbracciare la sua maglietta.
- Quanto è violenta la memoria olfattiva? -
Inspirare profondamente e catturarne l'odore, così rassicurante da farti credere che lui è proprio lì con te.
Continuo a dirmi che domani sarà un giorno migliore. E invece i giorni - le ore - passano solo più lentamente e niente è migliore. Diomio...mi sembra passato un anno e invece sono passati solo cinque fottutissimi giorni.